Treni Storici del Gusto -Itinerario n. 15 Palermo Marsala dell'11 novembre 2018



Il treno, come di consueto negli itinerari ad ovest di Palermo, è partito dalla stazione di Isola delle Femmine dove i passeggeri provenienti dalle stazioni di Palermo Centrale e Notarbartolo sono giunti sui pullman messi a disposizione dalle Ferrovie dello stato.

La partenza è avvenuta in orario ed immediatamente i nostri volontari dell’IPPSAR Borsellino di Palermo hanno distribuito i volantini, successivamente Mario Indovina di Slow Food Sicilia e Federica Terranova della Condotta di Palermo hanno presentato l’iniziativa “treni del gusto” ai circa duecento passeggeri a bordo del treno.

A tutti è stato distribuito un panino prodotto con farina di grano perciasacchi tipo 0 molito a pietra, lievitazione naturale, con olive e acciughe quali esempi dei prodotti siciliani che, sin dall’antichità, erano fonte di commercio con i Paesi del Mediterraneo.

Il racconto sui prodotti dei territori attraversati, inizia con la descrizione della Palermo arabo normanna ed i suoi giardini. Si continua con il mandarino tardivo di Ciaculli che, unico presidio all’interno della cinta urbana di una Città, è l’emblema della salvaguardia da abusi edilizi ed altre criticità, in un territorio difficile dove i terrazzamenti consentono solo al duro lavoro dell’uomo, la coltivazione di questo prodotto. Inseriamo nel racconto anche Monreale con il presidio della susina bianca, frutto dolcissimo che si presta a varie preparazioni tra cui la famosa susina incartata , le cui trecce venivano donate ai bimbi nel periodo Natalizio.

Prendiamo spunto dal paese di Isola delle Femmine per raccontare la pesca delle alici, il metodo antico della salatura con il sale marino di Trapani. presidio Slow Food. Le acciughe una volta salate, venivano trasportate in barili di legno ed utilizzate come cibo per i marinai ma anche per il commercio. Il racconto si è poi spostato sulla tradizionale pesca del tonno dimostrando che già dal IV secolo A.C. la vendita del tonno avveniva tagliando il pesce sul classico “chianchiere”, banchetto di legno , come avviene ancora oggi nei mercati storici (cratere custodito al museo Mandralisca Cefalù). Alcuni cenni sono stati dati anche sulla sostenibilità della pesca col metodo delle tonnare ( quella di Favignana è stata appena autorizzata a riprendere le attività) ed sulla insostenibilità dei metodi moderni con l’intercettazione dei branchi di tonni con aerei, elicotteri e radar.

Cinisi e Terrasini sono state citate per la razza bovina cinisara che merita tutela in considerazione del rischio estinzione. Presidio Slow Food, anche se al momento sospeso, la razza si riconosce per il possente quarto anteriore che consente all’animale di scalare colline anche impervie, le corna a forma di lira ed il manto nero con leggere sfumature rosso/marrone scuro. Leggenda vuole che una nave carica di animali da corrida fece naufragio davanti Punta Raisi e che gli animali , non trovando cibo e acqua sufficiente iniziarono ad inerpicarsi nei monti circostanti.

Si incontra poi Alcamo, territorio dove viene coltivato il Melone Purceddu, Presidio Slow Food dal colore verde scuro e con buccia verde e rugosa, che, opportunamente appeso, si conserva fino a Natale.

Attenzione particolare è stata data al vino DOC di Alcamo, il primo vino siciliano ad avere tale denominazione e primo prodotto in campo enologico ad avere avuto successo sui mercati esteri. Il bianco d’Alcamo ha dato spunto per approfondire il racconto sui vitigni autoctoni della Sicilia Occidentale : catarratto, insolia, perricone (rosso) ed il grillo con cui viene vinificato gran parte del Marsala.

Lungo il tragitto abbiamo raccontato l’ovaletto di Calatafimi, un’arancia tardiva dolcissima, inserita come varietà intorno al 1915,che fa parte dell’arca del gusto di slow food. Matura ad Aprile, ma si mantiene fino a giugno, ha pochi semi e buccia fine.

Addentrandoci nell’entroterra verso Salemi abbiamo attraversato campi di grano, uliveti e vigne; ma anche grandi allevamenti ovini di razza Belicina, particolarmente pregiati, dove viene prodotto il presidio della vastedda del Belìce, unico formaggio ovino al mondo a latte crudo e pasta filata.

Grande interesse ha suscitato il racconto della ricetta tradizionale della cipolla di Partanna altra eccellenza del territorio.

A Castelvetrano si è approfondita la coltivazione del grano di Tumminia e dei nostri Presìdi dell’olio e del pane nero.

Arrivati a Mazara del Vallo, seconda marineria d’Italia per la pesca, abbiamo avuto modo di parlare del gambero rosso, un altro grande prodotto tutto siciliano.

Altri prodotti che sono stati citati: Sale Marino di Trapani, aglio di Nubia, melone cartucciaro e pomodoro pizzutello tutti presidi slow food

Arrivati a Marsala dopo circa tre ore di tragitto, sono state organizzate visite alle splendide cantine ed al museo civico.

La soddisfazione dei passeggeri è stata sottolineata da diversi applausi e da volti un pò stanchi per il lungo viaggio ma sicuramente distesi.


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